Metti che io organizzi una serata privata a Venezia. Guarda caso, “in occasione del Festival di Venezia”. Una bella terrazza, qualche azienda amica, sponsor, una parete con i loghi, fotografie ben illuminate e gente che sa stare davanti a un backdrop.
Metti anche che io e gli altri tre che quella sera verranno celebrati dividiamo i costi: location, aperitivo, fotografo, fondale e statuette. Non sarebbe neppure una cattiva idea: ognuno investe nella festa e ognuno, alla fine, ha la sua foto e il suo oggetto da mettere in ufficio.
Sullo sfondo, a pochi metri, c’è il red carpet. Non è il mio red carpet, ovviamente. Non è il mio festival. Non è il mio evento. Ma è lì. E nel mondo della comunicazione la differenza fra “ero lì vicino” e “facevo parte della cosa” può diventare sorprendentemente sottile.
Poi fai le foto: quella in posa, quella con la statuetta, quella con la persona nota, quella con il fondale. Se la ritagli bene, sembra che tu stia ricevendo il Nobel, l’Oscar alla carriera e forse anche un piccolo Leone.
Il giorno dopo arriva LinkedIn.
“Profondamente sorpreso e onorato.”
“Un’emozione indescrivibile.”
“Un riconoscimento che condivido con il mio team.”
“Quando il lavoro, la visione e la passione vengono premiati.”
“Non è il traguardo, ma un punto di partenza.”
E sotto parte la processione: dipendenti, amici, ex compagni di calcetto e passanti digitali. “Meritatissimo.” “Orgoglio italiano.” “Grande esempio.”
Non importa troppo che cosa sia successo davvero. Importa che tutti recitino la parte giusta, nello sfondo giusto, con la luce giusta. E poi un like e un commento positivo non fa male a nessuno, soprattutto se diretto al tuo datore di lavoro. A quel punto il fatto è diventato reputazione. E la reputazione, ripostata abbastanza volte, diventa quasi un fatto.
E magari, tecnicamente, il mio riconoscimento l’ho davvero ritirato “in occasione del Festival di Venezia”. Dal Mail & Boxes, due giorni prima.
Il circuito narcisistico l’avevo già raccontato qui:
Su LinkedIn funziona da bestia.
Mi resta un dubbio pratico: con tutte queste celebrazioni, targhe, foto incorniciate e momenti storici, in ufficio serve ancora una sala riunioni o direttamente una sala dei trofei?



