Please, Sir... subscribe
Per cortesia, invece che donare a me i soldi per un caffè (e lasciare che zucchero e cucchiaino vadano a Substack), donate a chi sfama ogni giorno migliaia di famiglie.
Substack sembra intenzionata a trasformare ogni articolo in una scena da orfanotrofio vittoriano. Hai appena finito di scrivere qualcosa? Bene: adesso mettiti in ginocchio davanti al lettore e recita la formula prescritta. Supporta il mio lavoro. Abbonati. Scarica l’app. Regala un abbonamento. Condividi. Per favore, signore, ancora quattro euro.
Ma anche no.
“Supporta il mio lavoro” con quattro o cinque euro? Ma per favore. Non fingiamo che una manciata di monetine salvi il giornalismo o consenta a chi scrive di vivere finalmente di rendita. E soprattutto, cara Substack, non ti lascio mettere le mani anche sulle mie elemosine.
Il meccanismo è geniale: io scrivo, io trovo i lettori, io costruisco la cosiddetta community, io chiedo i soldi e qualcun altro passa a raccogliere la sua percentuale (commissione, pizzo, chiamala come vuoi)… e se non lo faccio entro nella tua black list.
Prima ti convincono che devi creare un rapporto autentico con chi ti legge; poi ti spiegano che quel rapporto va “monetizzato”, possibilmente attraverso una serie infinita di promemoria, notifiche e piccoli ricatti emotivi.
Io, invece, scrivo perché ho qualcosa da dire. Talvolta, con un po’ di fortuna, persino qualcosa di interessante. Non perché ogni lettore debba essere convertito in un bancomat ricorrente da spremere in comode rate mensili.
Detto questo, se un articolo vi è piaciuto davvero e vi viene spontaneo offrirmi un caffè, una birra o una limonata fresca, benissimo. Accetterò volentieri e berrò alla vostra salute.
Un grazie assolutamente si, ma niente “senza di voi non posso continuare”, niente questua digitale e niente Oliver Twist con il link di pagamento.
Se non volete offrire nulla, state sereni.
Campo d’altro.
Substack, fattene una ragione.
DETTO QUESTO… mi è venuta fame. E se posso permettermi, piuttosto che ‘donare’ a me 5 euro, dateli a chi sfama ogni giorno migliaia di famiglie in tutta Italia.





