Il passaporto a sua immagine e somiglianza. Ma l’America, per fortuna, è un’altra storia.
Da luglio, gli americani che richiedono un nuovo passaporto potranno ricevere un’edizione speciale per il 250° anniversario degli Stati Uniti. All’interno: il ritratto di Donald Trump, la sua firma, le immagini dei Padri Fondatori che firmano la Dichiarazione d’Indipendenza.
Un documento di Stato. Il documento d’identità per eccellenza di una nazione. Con il volto di un presidente ancora in carica.
C’è qualcosa di profondamente rivelatorio nel voler sovrapporre la propria immagine a quella di un paese. Non è celebrazione, è appropriazione.
Trump non è il primo leader a confondere sé stesso con la nazione che governa. È un riflesso antico del potere: farsi simbolo, farsi icona, farsi monumento. I faraoni lo facevano sulle pietre. I dittatori del ‘900 lo facevano sui francobolli. Oggi si fa sui passaporti in edizione limitata, con il timbro del Dipartimento di Stato.
La cosa più interessante, però, non è Trump. È l’America che esiste oltre quel passaporto.
L’America è il giornalista che ha fatto uscire questa notizia. È il giudice federale che firma un’ingiunzione. È il docente universitario che insegna storia costituzionale. È il manifestante con il cartello e la voce alta. È la scrittrice, l’attivista, l’ingegnere, l’immigrato che ha giurato fedeltà a una Costituzione - non a un uomo.
Le democrazie muoiono raramente di un colpo solo. Si erodono, un simbolo alla volta, una norma alla volta, un passaporto alla volta. Il campanello d’allarme non sta nella foto stampata su carta - sta nell’abitudine a non stupirsi più.
Per fortuna, l’America ha anche un’altra caratteristica storica: si sveglia. Spesso tardi, spesso dopo aver perso qualcosa. Ma si sveglia.
Guardare dall’esterno questi anni americani è uno strano privilegio. Si vede più chiaramente quanto sia fragile il confine tra democrazia e culto della personalità. E quanto quel confine dipenda, ogni giorno, da cittadini disposti a tenerlo.
Il passaporto passerà. I Padri Fondatori sul retro resteranno. Jefferson, Madison, Hamilton. Loro non firmarono per lui.
Sono curioso: come leggete voi questo momento? È normale amministrazione del potere, o qualcosa di più preoccupante?



