L’articolo parte dai comuni più richiesti su Gate-away.com | The Italian Property Portal for Overseas Would-be Buyers in Italy. Ma una richiesta non è un acquisto. E soprattutto la domanda è solo metà dell’equazione: l’altra è lo stock immobiliare.
In moltissimi piccoli comuni ci sono già moltissime case in vendita, e molte altre oggi fuori mercato potrebbero entrarci nei prossimi anni. Invecchiamento, successioni e spopolamento aumenteranno ulteriormente l’offerta.
La domanda vera è: stiamo creando nuova domanda distribuita sul territorio o stiamo concentrando l’attenzione su pochi nomi, producendo piccole bolle locali mentre a pochi chilometri lo stock continua a crescere?
Lavorando con ‘buyer’ internazionali, ma soprattutto con stranieri che stanno pensando di trasferirsi in modo permanente, sappiamo bene che l’interesse per l’Italia esiste ed è forte. Proprio per questo eviterei la narrativa dell’urgenza: “comprate ora, prima che diventi tutto caro”.
In gran parte dell’Italia minore il problema dei prossimi anni non sarà la scarsità di case. Sarà trovare abbastanza persone disposte a comprarle, ristrutturarle, viverle e mantenerle.
Anche la nostra ricerca sulle case a un euro va in questa direzione: attenzione mediatica e domanda concentrata non significano automaticamente inversione dello spopolamento o rivalutazione generalizzata.
È proprio partendo da questa ricerca che ho voluto analizzare anche la dinamica reale dei prezzi e delle compravendite in diversi comuni delle aree interne italiane. E i dati, al netto di poche eccezioni molto visibili, sono piuttosto desolanti: grande visibilità internazionale, sì, ma volumi di transazioni spesso molto bassi, quotazioni che non mostrano affatto esplosioni generalizzate e, soprattutto, uno spopolamento che continua a lasciare poco spazio alla fantasia.
È uno dei temi al centro di “DEBUNKING ITALY’S €1 HOUSE EFFECT – What Really Happened After Italy Put Its Empty Houses on the Global Market”, il mio nuovo libro/ricerca, in uscita a partire dal 24 settembre.
La grande opportunità è distribuire meglio la domanda internazionale, invece di mandarla tutta verso i prossimi cinque borghi “di moda”.
L’articolo citato di Daniele Tempera pubblicato su Today.it lo trovate qui 👈
Discussione su questo Post
Nessun post



