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Avatar di Ilias Contreas

Per circa 18 anni ho avuto un'azienda che si occupava di formazione professionale ai giovani (età media 23 anni), e in questo lasso di tempo ho visto sempre più ragazzi e ragazze avvicinarsi alla mia realtà con l'idea già chiara di andarsene all'estero. Alcuni arrivavano addirittura con il biglietto aereo già prenotato per la fine del corso.

Altri, invece, dopo essersi scontrati con il contesto lavorativo italiano, arrivavano dopo qualche mese alla stessa conclusione: fuori c'erano (ci sono?) più opportunità, a condizioni migliori e spesso con una qualità della vita superiore anche fuori dal contesto lavorativo - al netto delle valutazioni, dei gusti e delle esigenze personali.

Non parlo di 2 o 3 casi, ma di decine, centinaia di persone che negli anni hanno fatto quel tipo di percorso, e che la mia azienda seguiva per accompagnarli nella loro crescita. Io stesso ho intervistato personalmente un centinaio di ragazzi per farmi raccontare le loro esperienze fuori dall'Italia, proprio perché volevo sapere e capire punti di vista diversi rispetto al mio.

Ci sono stati anche i casi di quelli che, dopo tanti anni fuori, volevano tornare alle loro famiglie, ai loro affetti... alla loro casa, mi verrebbe da dire. Ma quelle poche persone, lo facevano con la consapevolezza che, lavorativamente parlando, la loro vita sarebbe solo peggiorata.

Io stesso - residente all'estero dal 2020 -, allo stato attuale delle cose non tornerei indietro nemmeno se mi pagassero.

Sintetizzare in poche righe i problemi dell'Italia sarebbe impossibile - oltre che inutile, almeno qui - ma quello che ho potuto vedere in questi anni è la fotografia di un paese che si accontenta della propria bellezza, e dietro a tutto quel fumo fa poco per offrire anche un po' di sano arrosto.

Prima di internet si poteva anche credere che fuori le cose non fossero così diverse, ma nell'era della globalizzazione basta davvero poco per capire che il nostro paese è in seria difficoltà sotto parecchi aspetti.

Non sono i miei clienti a dare una statistica generalizzabile a tutto il territorio italiano, ma l'evoluzione di questi 18 anni, se letta insieme ai numeri, suggerisce un "andazzo" difficile da ignorare.

Reversibile? Immagino di sì, purché ci sia la volontà di farlo.

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